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mercoledì 9 maggio 2012

GRILLI SENZA ZAMPE

Forse l'ho già raccontato, o forse ho sognato di raccontarlo, forse nessuno dei due,comunque quando ero piccola amavo gli animali e la natura come solo i bambini sanno amare: incendiavo e uccidevo ogni forma di vita in scala 1:20 rispetto a me.
Oltre agli scorpioni, che procacciavo tra le rocce scartando accuratamente serpenti e lucertole, le mie prede preferite erano i grilli. Il difetto di questi animali è che scappano. Così per evitare che mi lasciassero sola con il cuore infranto gli staccavo le zampine posteriori...povere bestie. Giuro che questa fase è durata pochissimo, a 21 anni avevo già messo la testa a posto! No, no vederli morire mi struggeva, così ho capito che per evitare tutto questo mi bastava evitare gli animale agili. Un giorno racconterò della passione successiva, le lumache.
Tutto questo aneddoto mi è servito da introduzione per un altro aneddoto; prima di raccontarvelo mi sistemo la dentiera e sposto la sedia a dondolo.
Dicevo, lunedì è stato un giorno quasi tragico. Ho preso i bimbi a cui faccio da tata, e li ho portati al parco.
Ero entusiasta perché avevamo gessetti per disegnare in terra e dei sassi...CAMPANA!
Quando si sono stufati di saltellare (meno male perché al secondo turno ero già annoiata) hanno organizzato un "rialzo" con altri bambini sconosciuti. Bellissimo, adoro quando i marmocchi si organizzano tra di loro secondo regole poco probabili. Il gioco è iniziato, ero attentissima e tifavo discretamente,anche se più volte gli altri genitori si sono lamentati, tutta invidia. Il mio bambino grande era velocissimo, quel ciccione che gli correva dietro era già sudato fino alle ginocchia quando lui ha deciso di farsi acchiappare per bontà. Il piccolo invece adottava la tecnica del "vago": invece di inseguire gli altri fingeva di guardare il parco, o chiacchierare con me, appena gli altri si avvicinavano confusi..sferrava l'attacco.
Insomma ero così presa dalla gara che non mi sono resa conto dell'orario, erano già le 19 e 10, di lì a poco i bimbi si sarebbero trasformati in mostri famelici.
Stavo per chiamarli a raccolta quando succede il fattaccio da ultimo minuto! ( chi se lo ricorda??).
Il piccolo, detto bradipo in coma per l'agilità, famoso anche per la potenza senza il controllo (da cui la pubblicità della macchina) e ricordato con terrore dal gruppo sociale "Tutti matti per Attila",  decide di avventarsi contro una panchina, probabilmente per saltarci sopra.
La corsa appare folle... io osservo tutto a rallentatore... capisco subito che quelle gambe lunghe montate su un bimbo di 5 anni sono eccessive...
Ecco che spicca il salto, si protende, si divarica, si lancia e liscia la panchina.
La caduta è orrenda...invece di aggredire la seduta con i piedoni, ci sbatte la faccia.
Sono morta 4 volte in un secondo.
Scatto in piedi e corro, altra gente ha visto la scena e circonda il bambino.
La panchina sta bene!
Si scioglie il capannello di persone.
Bradipo senza controllo si riprende dalla botta, si porta le mani al mento e comincia a urlare.
Lo tiro su e vedo i goccioloni di sangue che sgorgano dalle dita.
Tamponiamo la ferita con un papà stupendo che mi ha aiutato durante il fattaccio.
Io lo coccolo e cerco di scherzare: "La panchina si è spostata! L'ho vista io!", oppure:"Fai vedere a tutti che eroe sei! Dopo piangiamo inseme a casa!".
In effetti si calma quasi subito, appena smette di piangere arriva un coglione che gli fa :" tranquillo non è niente, ti metteranno solo un pò di punti, così" e gli mima il gesto di cucire.
L'effetto è immediato, le urla ricominciano più forti.
Anche il fratello più grande comincia a piangere, così mi carico i bambini piangenti di cui uno sanguinante, i loro monopattini, le giacche,la borsa e li porto a casa. E scherza, e bacia, e coccola, e stringi, e gioca, e apri la porta di casa... arrivati a casa butto via i fazzoletti sporchi e pulisco la ferita con acqua ossigenata. E' qui che si vede il vero Attila. Stringeva i pugnetti e mugulava, ma non si è spostato mentre pulivo la ferita. Vedo che è bella profonda. Chiamo i genitori e mentre li aspettiamo mi carico i bambini e li porto già allo studio medico sotto casa. E' chiuso, porca miseria.
Ritorniamo su, la ferita ha smesso di sanguinare, non trovo le garze ed i cerotti mi sembrano tremendi. Così non gli metto nulla. Nel frattempo entra il papà che lo porterà al pronto soccorso, noi adulti sembriamo tutti molto sereni...ma appena tornata a casa ho avuto un crollo di nervi e sono andata a dormire alle 21.20.
Ora non ci resta che aspettare la lettera dell'avvocato.
La panchina era sul piede di guerra...

1 commento:

  1. AHAHAHAHAHAHAHHAHA!!!
    Ma non ho parole! è bellissimo questo racconto!
    Non voglio esagerare, ma se fosse un fumetto saremmo davanti ad un nuovo ortolani!
    Pronta per i mercati generali?

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